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SNV 2012: tanto di nuovo, tutto uguale - Parte III  



Su invito dell’INVALSI il 20 Luglio ho partecipato alla presentazione del RAPPORTO SNV 2012. Di seguito il terzo contributo dedicato all'impegno delle scuole e delle istituzioni locali nell'uso dei risultati delle prove INVALSI. Il prossimo articolo uscirà il 10 Settembre e parlerò della lettura dei report INVALSI, della coerenza tra voto di scuola e risultati delle prove e di cosa i docenti pensano dei test standardizzati. 
 
 
L’impegno delle istituzioni locali e delle scuole 
 
Attualmente quali sono le regioni più attive nella formazione/informazione sulle prove INVALSI ed in genere sul discorso dell’uso dei risultati della valutazione esterna? 
 
Durante la conferenza l’USR Veneto ha presentato un’esperienza portata avanti da una rete di nove dirigenti scolastici finalizzata alla sensibilizzazione delle scuole alle Prove INVALSI. L’idea è che il testing esterno non rimanga un episodio isolato ma si integri, ad esempio nel tema più ampio di una didattica e di una valutazione per competenze. Una seconda esperienza è stata presentata da un Dirigente Scolastico di un I.C. che opera in provincia di Modena. 
 
Mi chiedo perché non siano stati chiamati regioni come Friuli Venezia Giulia, Piemonte, la Provincia di Trento, le quattro regioni dell’obiettivo convergenza (Sicilia, Puglia, Calabria, Campania)? Conoscendo da vicino molte delle aree territoriali che ho citato in ognuna di esse si trovano esperienze e buone pratiche altrettanto significative capaci di restituire una mappa più precisa dell’impegno delle istituzioni locali e delle scuole nell’uso delle prove INVALSI per il miglioramento del curricolo, della didattica e della valutazione. 
 
Lancio una proposta: realizzare una conferenza nazionale delle buone pratiche di valutazione in occasione della pubblicazione del regolamento ministeriale sul tema della “valutazione interna ed esterna”. L’annuncio del provvedimento è stato dato dal sottosegretario Elena Ugolini. Il suddetto regolamento è stato presentato dal Ministro Profumo al CDM del 24 Agosto. Commenti a riguardo li potete trovare qui.


“Se conosco cambio” 
 
Sempre il sottosegretario propone di supportare le scuole nella redazioni di rapporti di valutazione. È probabile che dietro alla proposta ci sia la convinzione che le scuole siano, più o meno, delle organizzazioni razionali orientate all’apprendimento tanto che la conoscenza di una  proprietà interna sia condizione sufficiente per avviare un cambiamento.  “Se conosco cambio”. 
 
La letteratura evidenzia che più che una proprietà endogena, la capacità di organizzare un cambiamento sia uno stato finale, l’esito di un lungo percorso. 
 
Volendo essere moderatamene ottimisti, il cambiamento nelle istituzioni pubbliche è il più delle volte l’esito di un lungo percorso di cui non sempre i risultati raggiunti sembrano così coerenti con gli obiettivi fissati ex-ante.  
 
Ho conosciuto scuole nelle quali ho visto prevalere atteggiamenti di conservazione delle consuetudini, conflitti interni tra docenti, difficoltà varie nell’esprimere una leadership educativa. Non sarebbe meglio partire da come le scuole sono piuttosto che da come noi le immaginiamo e trasformare il più possibile questi limiti?
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Commenti: | Maurizio Gentile | INVALSI
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