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set

Investimenti sul futuro della scuola: in quali direzioni?  



Il Ministro Gelmini ha recentemente rilasciato un'intervista a Tuttoscuola. Il testo integrale è nel numero di settembre della rivista. Alcuni dei temi trattati in questa sede sono stati ripresi anche nell'intervista rilasciata a Corriere della Sera, del 14 Settembre 2009.

Il sito di Tuttoscuola, nei giorni scorsi ha rilasciato ampi stralci, ripresi. Le anticipazioni dell'intervista sono state riprese ampiamente da tutte le principali agenzie di stampa e da alcuni quotidiani. Tali dichiarazioni hanno suscitato molteplici reazioni a livello politico e sindacale.

Tre punti che riassumono l'attuale politica del Ministro
Il Ministro ha parlato in relazione a tre punti:

- la ridefinizione del profilo e della carriera dell'insegnante.
- il riconoscimento e la valorizzazione del merito a tutti i livelli (studenti, docenti, scuole),
- il superamento delle cause della formazione del precariato.

Sul primo punto il ministro ha preso l'impegno di presentare una proposta innovativa entro sei mesi, possibilmente - ha detto - in accordo con i sindacati e con le associazioni professionali della scuola, e altrimenti anche senza.

Sul secondo ha annunciato misure di sostegno agli studenti più meritevoli, affinché possano studiare nelle università migliori, e incentivi per le scuole che migliorano di più i livelli di apprendimento dei propri studenti, tenendo conto dei punti di partenza (misure che richiamano quelle recentemente decise da Obama negli USA).

Sul terzo, quello del precariato, ha presentato le linee del provvedimento d'emergenza (contratti di disponibilità) in discussione in questi giorni, ma ha soprattutto delineato una strategia "affinché tra dieci anni i quindicenni e i ventenni di oggi, anche quelli che mesi fa erano in piazza contro di me, non siano i precari di domani".

La reazione del sindacato
Tra i commenti più articolati segnaliamo quello del segretario generale della Cisl scuola Francesco Scrima. Il punto sul quale il sindacalista concentra la sua attenzione è quello che riguarda le modalità di ridefinizione della carriera dei docenti:  "Il ministro ci propone un dialogo e ci dice che è pronta ad accettare consigli e a discutere con i sindacati ma che non intende attivare una contrattazione, avvertendoci che è comunque pronta a fare da sola. Davvero un modo singolare e costruttivo per avviare un confronto! Su merito e carriere noi della CISL Scuola non abbiamo remore a confrontarci e a discutere nella sede naturale, che è quella della contrattazione, alla quale non intendiamo assolutamente rinunciare".

Sei mesi per un accordo con i sindacati
Il ministro Gelmini ha parlato di sei mesi e ponendo un "aut-aut": o ci sarà un accordo con i sindacati per varare la nuova carriera dei docenti in forma contrattata, oppure "il governo andrà avanti per la propria strada prendendosi tutte le responsabilità".

Riprendiamo le questioni poste da Tuttoscuola, così come sono proposte nell'ultimo numero di TUTTOSCUOLA FOCUS (n. 229/406 del 06/09/2009). 

1. Che cosa avverrà nei prossimi sei mesi per spianare la strada ad una nuova carriera dei docenti? E con quali caratteristiche: quelle individuate nell'ultima versione del DDL Aprea (tre livelli: ordinario, esperto e senior) - oppure altre su cui tentare un accordo? 

2.  Ma un accordo con chi? Con i sindacati per via contrattuale, come chiede a gran voce la Cisl scuola, o con l'opposizione, o almeno con una parte di essa, per uno sbocco legislativo no partisan? 

3.  Verrebbe abbandonato, in tal caso, il ddl Aprea, oppure se ne stralcerebbe la parte che riguarda lo stato giuridico dei docenti per farne, per esempio, un disegno di legge governativo? Sarebbe d'accordo su questa operazione l'On. Aprea?

Efficacia della scuola: le evidenze emerse in sede di indagini internazionali
Una migliore qualità dell’istruzione implica la presenza di una quantità piuttosto alta di insegnanti molto qualificati, ovvero di docenti che possano gestire con sufficiente efficacia i processi primari che qualificano - l'offerta formativa: 
- curricolo,
- valutazione,
- gestione della classe,
- processi di insegnamento/apprendimento,
- cooperazione professionale;
- risorse per lo studio e le attività didattiche (laboratori, materiali, tecnologie, ecc.).

In un recente studio promosso dall'OCSE – TALIS – la percentuale di docenti italiani i cui dirigenti riportano una mancanza di adeguata competenza professionale è pari al 52% se comparato con una media internazionale del 38%. L'ITALIA, inoltre, fa registrare una carenza di risorse per l’istruzione sopra la media internazionale. Sono scarsamente presenti: laboratori, supporti professionali per i docenti, biblioteche, materiali, tecnologie, ecc. (si veda in dettaglio la Tabella 1 oppure scarica i dati in formato Excel: http://dx.doi.org/10.1787/607784618372).

Tabella 1
Percentuale di docenti i cui dirigenti riportano una scarsità di risorse nel fare scuola 
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I dirigenti scolastici del 53% di insegnanti italiani riportano che l'attività d'insegnamento dei docenti è fortemente ostacolata dall’assenza di un training adeguato per lo sviluppo di competenza pedagogica. Si tratta della percentuale più alta dopo il Messico (70%).

Visto che le "economie" previste dal piano del Governo ammontano a quasi 8 miliardi di euro (7.832 milioni, per la precisione), almeno il 30% di quella cifra (2.350 milioni di euro) potrà essere reinvestita per intervenire su tutti i punti di attenzione messi in evidenza nel rapporto dell'OCSE?

Ci sono aspetti di carattere più strettamente politico che potrebbero seriamente incidere sulla tenuta nel tempo dell'attuale politica ministeriale. E' lo scontro che sta coinvolgendo il Presidente della Camera e il Presidente del Consiglio, le due componenti principali del PDL. Gli scandali che hanno coinvolto il Premier hanno fatto semplicemente da detonatore. 

La sostanza è che la posizione politica del Presidente Fini, in molti temi che riguardano la convivenza civile di questo Paese, si disitingue da quella del Premier e della Lega in modo netto e radicale. 

Come i docenti, i dirigenti, i genitori, gli esperti di scuola, le istituzioni possono investire sulle attuali riforme scolastiche se manca una robusta cornice di credibilità politica, e se, come le cronache degli ultimi giorni riportano, si minacciano elezioni anticipate o si grida a nuove maggioranze in Parlamento?  


Le fonti utilizzare per questo articolo
OECD (2009). Creating Effective Teaching and Learning Environments. First Results from TALIS. Paris: OECD Publishing.

OECD (2009). Creating Effective Teaching and Learning Environments. OECD briefing note for Italy. Paris: OECD Publishing.

Tuttoscuola Focus (2009). Numero 299/406.
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